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"Vedi 7 non residenti nella Under 12 del Lugano e ti si accappona la pelle"

Team Ticino: Enzo Lucibello risponde al Football Club Lugano, e non usa giri di parole. "L’invasione barbarica va impedita"

Reguzzi
 
07
novembre
2018
06:00
Marcello Pelizzari

LUGANO - Enzo Lucibello è ad un bivio. Membro di comitato in seno al Team Ticino, l'imprenditore è indeciso se continuare o meno la sua avventura nel calcio. Di sicuro c'è chi lo vorrebbe fuori dai giochi. Lui prova a guardare avanti, nella speranza che l'assemblea di domani avvicini le parti e conduca alla formazione di un nuovo comitato "che rispetti le direttive dell'Associazione svizzera di calcio in materia di formazione". Una cosa Lucibello vuole subito chiarirla: "Il comitato uscente non è delegittimato come afferma il Lugano. È solo scaduto il suo mandato. Chi è rimasto in questi mesi lo ha fatto per salvare il calcio d'élite giovanile da quella che io definisco un'invasione barbarica. Lo ha fatto in definitiva per difendere il modello di formazione elvetico, invidiato da tutti. E per dare ai giovani ticinesi la possibilità di accedere ad una formazione d'élite".


Lucibello ne fa una questione quasi filosofica. "Ogni ragazzo ticinese ha diritto alla qualità. Vorrei innanzitutto placare le velleità di chi vuole fare business con i ragazzi. Quando ho visto sette calciatori non residenti nella Under 12 del Lugano, beh, mi si è accapponata la pelle. Ribadisco, le linee guida dell'Associazione svizzera di calcio vanno seguite e rispettate. Non è un caso se la nostra nazionale maggiore figura fra le prime dieci nel ranking mondiale. Poi è chiaro, si può sempre migliorare. Ma collaborando, non imponendo i diktat».

 

 

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